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IL PORTALE DELLA MUSICA DIVERSA E ALTRE MERAVIGLIE
di Raffaello Regoli

Blog

Ciao Musica!

Sull’onda di una vecchia rivista di musica, “Ciao 2001”, che fu una rivista settimanale italiana degli anni settanta e anni ottanta di argomento musicale, e che ha accompagnato tutto il percorso musicale fino al 2000 di noi musicisti e amanti della musica. In quella rivista c’è la storia della ricerca di qualcosa, che ha alimentato …

Chi siamo – Manifesto per l’arte diversa

Voglio dirvi semplicemente che non ho nulla da dirvi…
non ho nulla da dirvi,
ormai vi hanno già detto tutto quello che dovevate sapere:
cosa dovete ascoltare,
cosa dovete comprare,
qual’è la compagnia telefonica più conveniente,
in un era dove esistono nuovi mezzi di comunicazione interattivi.
Se inventassero il telecomando per fare zapping su internet
forse butteremo via il televisore per sempre,
auspicando che la rete resti libera e senza autori al soldo di chicchessia,
oggi siamo liberi di scegliere…
Il futuro è gratis perché anche i culi sono finiti.
L’informazione pubblica è pilotata,
nella televisione dagli autori,
e gli autori dal governo,
le radio dalle major che con i soldi comprano la divulgazione culturale…
Esporre le proprie opere è diventato un lusso,
e solo per chi paga lo spazio pubblicitario.
Un giorno, forse come questo,
Martin Luter King gridò alla sua nazione
I HAVE A DREAM !!!
Le leggi razziali vennero abolite
e segnò un grande cambiamento nel suo paese,
anche se poi venne aassinato…
Quindi, anche io, oggi, da uomo libero,
da onesto cittadino vi dico,
IO HO UN SOGNO:
sogno un mondo senza il danaro, il diavolo del mondo,
che tira fuori il peggio dalle persone,
che rende schiavi gli uomini
ed è causa delle guerre e della mafia…
IO HO UN SOGNO!
un mondo dove l’informazione è libera
dove chi sceglie è davvero il popolo
senza subire la lobotomia del sistema monetario.
IO HO UN SOGNO!
un popolo che si rende conto che lo stato siamo noi e non chi governa…
che ha diritto di lavorare nel proprio paese senza fuggire perché sfruttato sottopagato e utile solo a pagare le tasse.
Il popolo produce,
ma poi i servizi essenziali gli vengono tagliati…
Signori
IO NON HO NULLA DA DIRVI…
tanto vi hanno già detto tutto loro…
IO HO UN SOGNO!
e stringo forte a me l’esempio,
la vita di uomini straordinari del passato come Leonardo Da Vinci
e Demetrio Stratos,
ideali fondamentali che sono stati capaci di indicarmi una strada,
di indicarmi un mondo inesplorato,
un mondo nuovo da scoprire
e personalmente io vi lascio al mondo diventato vecchio
e fatto a pezzi dal potere…
Il padrone del mondo è il cuore dell’uomo
a servizio dell’intelligenza.
Ogni uomo ha diritto di vivere il breve viaggio della vita
solo grazie all’arte che possiede.
L’arte è l’unica risorsa dell’uomo,
nonché il centro del dono di Dio.
Non può esistere meritocrazia quando l’arte e il lavoro dell’uomo,
sono l’unità di misura gestita dal sistema monetario
e non l’unita’ di misura gestita dalla qualità dell’arte
e del lavoro dell’uomo.
Dichiaro così la mia indipendenza,
rivendico così la mia libertà
Oggi vorrei che voi tornaste liberi come mai lo siete stati…
IO HO UN SOGNO!
Adesso chiudete gli occhi e quando tutto finisce solo una cosa ci resta:
ARRESTA IL SISTEMA.

di Nevruz Joku, in collaborazione con Raffaello Regoli

Contatti – biografia

Ancora oggi si parla della voce come di uno strumento difficile da suonare, ma contrariamente ad ogni altro strumento che può essere riposto dopo l’uso, la voce non si separa mai dal suo proprietario, per cui c’è un rapporto intimo e di complicità con il suo possessore.
Per questo il gioco diventa accattivante e morboso.
Non ho voluto inventare nulla di nuovo, ma ho giocato e continuerò a giocare con la mia voce per il piacere di mettere a nudo tutto ciò che può fare.

Raffaello Regoli (1979)
foto di Mauro Biatel

Raffaello Regoli, nato ad Alberone di Cento (FE) il 23 ottobre 1954.
Frequenta l’Istituto d’Arte “Dosso Dossi” di Ferrara diplomandosi Maestro d’Arte. Contemporaneamente frequenta il corso di canto (tenore) al Conservatorio Frescobaldi di Ferrara.

Per motivi di ovvia praticità economica di professione è Grafico e titolare di azienda artigiana.

Dal 1975 è il cantante e leader del gruppo Rock-Progressive “Cormorano”.

Fondatore della Compagnia Recitante Grande Albero, è attore e regista teatrale.

Nell’estate del 1976 al Festival dell’Unità di Ferrara, l’incontro con Demetrio Stratos.
Da lì inizia la sperimentazione vocale sui suggerimenti del maestro, abbandona il Conservatorio appena iniziato e tutte le volte che Demetrio Stratos è nei suoi paraggi lo incontra edificando una amicizia molto forte anche se un po’ zingara.
Nel 1982-1983 collabora con Ares Tavolazzi e Roberto Manuzzi alle Poesie Sonore “Transuraniche” di Luciana Arbizzani, edite da Adriano Spatola “Tam Tam” e “Baobab”.

Dal 1996 organizza la Rassegna di Musica Diversa “Omaggio a Demetrio Stratos”.

Nel 1997 inizia la sua collaborazione come attore e musicista nella Compagnia dialettale Il Teatro del Reno, componendo le musiche per 3 pièce teatrali della compagnia.

Nel 1999 fonda la Compagnia Recitante Grande Albero, diventandone il direttore artistico, regista, autore e compositore dei contributi sonori di tutti i lavori fin qui prodotti dalla compagnia.

Nel 2010 e 2011 partecipa con Renato Miritello e i (rumoristi) CRAC Autoproduzioni Sotterranee a performance live “Sedimentazioni Stratosferiche” in vari centri sociali di Torino.

Contemporaneamente partecipa alle registrazioni in studio con Runaway Totem del CD “Le Roi du Monde”.

Una precisazione per tutti i miei amici e conoscenti, il mio soprannome “Stratuz” che ricorda a tutti la mia amicizia con Demetrio Stratos, ha un’origine particolare.
Una sera, dopo essere stato come di consueto a Tele Radio Gong di Finale Emilia, insieme al mio gruppo, I Cormorano, ci siamo fermati a bere al bar Royal, attiguo alla radio, frequentato da un illustre poeta finalese, Piero Gigli alias Jamar 14, amico di Marinetti e frequentatore della casa editrice Della Casa di Modena, dove ha conosciuto Demetrio.
Sapendo che io e Demetrio eravamo amici, mi chiese «Quand m’la fat na mia poesia con la to vos “Stratuz”?», (trad. Quando me la fai una mia poesia con la tua voce Stratuz?), la zeta finale era frutto del suo difetto di pronuncia, aveva la esse zeppolante (sigmatismo), mi piacque tanto la sua domanda quanto quel soprannome che ricordava il mio amico, che nella settimana seguente mi cimentai in una interpretazione del suo poema futurista Villa T.B.C., che quando gliela feci ascoltare disse «Propria ac’sì a la vlìva» (Proprio così la volevo).
Da allora amo questo soprannome che uso pubblicamente anche adesso.